Stress Lavoro Correlato

I rischi psicosociali lavoro-correlati (Rischi SLC) assumono un aspetto assai rilevante nel processo di valutazione dei rischi secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 in attuazione dell’Accordo Europeo dell’08 Ottobre 2004.

L’OMESSA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO ESPONE L’AZIENDA ED IL DATORE DI LAVORO A RILEVANTI SANZIONI SPECIE NEI CASI, PURTROPPO NON COSI’ RARI, DI CONTENZIOSI PER DEMANSIONAMENTI, LICENZIAMENTI ED IN TUTTI QUEI CASI IN CUI LA VALUTAZIONE SLC RISULTA UN ELEMENTO DI VALUTAZIONE DETERMINANTE PER CHI DEVE ESPRIMERE UN GIUDIZIO.

il fenomeno dello stress lavoro correlato, anche secondo quanto indicato nell’Accordo Europeo dell’08 ottobre 2004, rappresenta un rischio non certo nuovo, vista la copiosa letteratura scientifica in merito, ma sicuramente emergente, per la diffusione che sta assumendo in ambito europeo.

Le situazioni di disagio lavorativo sono in costante aumento: una percentuale compresa tra il 50 e il 60 % delle giornate lavorative perse in un anno è correlata allo stress lavorativo…

Se il problema di stress da lavoro è identificato, bisogna agire per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo.

La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al datore di lavoro. Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti.

La valutazione deve essere organizzata e definita dalle aziende stesse, ossia dal gruppo aziendale di prevenzione che prevede la partecipazione del Datore di Lavoro, RSPP, RLS, MC, oltre che di eventuali altri soggetti indicati dalle organizzazioni.

Studio Rivelli consulting s.r.l., in collaborazione con Studi di Psicologi Associati, ha messo a punto un protocollo di indagine aderente alla Lett. Circolare 15/SEGRE/023629 del 18/11/2010, ed agli aggiornamenti successivi forniti dall’INAIL mediante l’emanazione di specifiche linee guida (2017). Tale protocollo è suddiviso in n°2 fasi distinte:

  • FASE 1: Valutazione del rischio Stress lavoro–correlato effettuata attraverso l’analisi di dati OGGETTIVI ovvero coinvolgendo, per aree e/o reparti, esclusivamente il management aziendale
  • FASE 2: una valutazione soggettiva, da effettuare solo se la Fase 1 evidenzia elementi rilevanti che inducono ad approfondire il processo di valutazione, tramite l’analisi della percezione dei lavoratori, con metodiche specificatamente studiate da specialisti del settore