Certificazioni impianti D.M. 37/08

l Decreto ministeriale 37/2008, evoluzione della Legge 46/90, disciplina la realizzazione, manutenzione, e progettazione degli impianti negli edifici. La dichiarazione di conformità degli impianti è il documento che rilascia l’impresa abilitata dopo avere installato o modificato l’impianto. Se la “conformità” è inesistente è possibile ostituirla con il DIRI (DIchiarazione di RIspondenza). Nel decreto vengono descritti gli obblighi e le sanzioni del proprietario per rogiti e lavori di ristrutturazione. La Dichiarazione di Conformità è un documento importante e significativo che tutela il committente ma che, molto spesso, non viene richiesto.

DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ

Al termine dei lavori, il responsabile dell’impresa che ha modificato o installato l’impianto, rilascia al committente la dichiarazione di conformità. Questo documento, è composto, oltre che dalla vera e propria “conformità” anche da alcuni allegati obbligatori

Nel caso in cui l’ intervento modifichi un impianto esistente, il certificato è relativo alla sola parte modificata ma deve tenere conto anche della funzionalità e della sicurezza della totalità del’impianto.

Le dichiarazioni di conformità non devono essere inviate alla Camera di Commercio (ente responsabile dei controlli) ma unitamente al progetto devono essere depositate, entro 30 giorni, presso lo sportello unico dell’edilizia del Comune.

Gli allegati obbligatori del certificato sono

  • Progetto dell’impianto (semplificato e senza firma del tecnico se non rientra nei casi dell’art.5 descritti di seguito)
  • Relazione con l’elenco dei materiali utilizzati con eventuali marchi e certificati di prova
  • Copia della visura della camera di commercio dell’impresa che ha installato l’impianto con il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali

Chi firma i documenti

  • La dichiarazione di conformità va timbrata e firmata dal rappresentante legale dell’impresa e dal responsabile tecnico
  • Gli allegati obbligatori vanno timbrati e firmati dal rappresentante legale dell’impresa
  • Il progetto va firmato dal responsabile tecnico, nel caso di impianti “semplici” indicati nell’art.5 o da un professionista iscritto all’albo negli altri casi

Quando un impianto si può considerare a norma?

Il decreto non obbliga ad adeguare gli impianti che non sono norma ma disciplina le modifiche su impianti esistenti o la realizzazione di nuovi. Come prima cosa per considerare se un impianto è a norma bisogna conoscere in quale epoca è stato realizzato o modificato.

Se gli impianti sono stati realizzati prima dell’ entrata in vigore del DM 37/2008 (27 Marzo 2008) si considerano a norma se, quando sono stati realizzati, erano conformi alle disposizioni esistenti in quell’epoca. Se non è più reperibile l’attestato di conformità è possibile sostituirlo con la Dichiarazione di Rispondenza (DIRI) redatta da un tecnico impiantista abilitato con esperienza nel campo da almeno 5 anni.

Gli impianti elettrici realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge 46/90 (13 marzo 1990) si considerano adeguati ed a norma se:

  • dotati di   sezionamento   e   protezione   contro  le  sovracorrenti  posti all’origine  dell’impianto
  • dotati di protezione contro i contatti diretti
  • dotati di  protezione   contro   i  contatti  indiretti  o  protezione  con interruttore differenziale

Il nostro Studio è in grado di assistervi sotto tutti questi aspetti, non esitate a contattarci per parlare direttamente con i nostri professionisti!